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Indice » 5) L'ELABORAZIONE DEL LUTTO




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 Oggetto del messaggio: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 21:24 
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Ecco che arriva Natale. La mailbox si riempie di auguri, in televisione film melensi e buonismo a fiotti, e in mezzo quasi di nascosto, magari fra qualche giorno, si insinua una certezza statistica: l’aumento dei suicidi in periodo festivo.
E tu, caro mio fratello, lurido stronzo fottuto, sei parte della statistica.

Natale tanti, tanti anni fa. In licenza dopo il corso allievi ufficiali, eccoti a casa, più esaltato del solito (figuriamoci, paracadutista!), più estremo del solito, ma finalmente a casa, dopo sei mesi. Cosa sia successo quel giorno di Natale non lo so di preciso, anche se e` immaginabile. Doveva essere stata la buona occasione per mollarti; sei mesi senza vederti, solo a leggere le lue lettere assurde (che lessi tanti anni dopo) dovevano aver convinto quella ragazza a tenerti lontano una buona volta.

Quella notte, nella nostra cameretta, sono stato l’ultimo a vederti vivo. Spenta la luce, sentii che ti eri alzato, capii che facevi qualcosa alla scrivania. Non sapevo che stessi scrivendo il tipico biglietto d’addio di un suicida.
Svegliarsi alle due di notte con i carabinieri alla porta non è bello per un ragazzino di dodici anni, credimi. Non capivo che cosa dicessero al babbo, ma ero così abituato all’idea che tu potessi aver combinato qualche guaio, che corsi al tuo letto per dirti Alberto, scappa! Ma il letto era vuoto.

Com’e` vivida quella notte nella mia mente. Vivida ma confusa, distorta: le urla della mamma, la vicina che viene a consolarla, nostro padre che al telefono dice allo zio “È morto Alberto”. Poi non ho sentito più il resto della conversazione. Avrei saputo molto dopo del fazzoletto che ti eri ficcato in bocca e del volo dal balcone (“rimbalzando sul tetto del cinema”, come meticolosamente riportarono i giornali).

Alle volte anch’io sono tentato di pensare che se mi buttassi sotto a un treno il mondo sparirebbe. Ma non è vero, brutto stronzo. Io sono rimasto, e quel tuo gesto è stato presente e forse condizionante per tutta la mia vita. Ho vissuto nel confronto. Oh, quant’era gentile la mamma quando diceva quanto eri migliore di me! Addirittura fino a dirmi che sarebbe stato meglio che fossi vissuto tu! Manco avessimo avuto una malattia.
E allora cerco di capire se ho vissuto per me stesso o se ho sempre vissuto in un confronto con te. Assimilandoti, come col judo, o distanziandomi: tu studente ribelle, irregolare, indisciplinato, io puntuale, pronto a prendermi 110 e lode al primo appello possibile. Tu artista nato, mano che disegnava da sola, io dedito al rigore scientifico.

Ogni tanto guardo una nostra foto in bianco e nero: in spiaggia, mi fai giocare con la sabbia. Con dieci anni di differenza mi sembravi un dio; si vede da come ti guardo.
Sono stati dodici anni della mia vita in cui eri parte integrante, solida della mia realtà. Poi quel gesto ha diviso per sempre i nostri mondi. Fratelli, ma io non ho sentito, come te, i bombardamenti; non ho avuto i soldati tedeschi in casa. Fratelli, ma tu non hai mai sentito i Beatles, non hai visto l’uomo sulla Luna, non hai mai toccato un computer.

Il biglietto di addio era rivolto alla tua (ex-)ragazza e diceva “Non è colpa tua; è la vita, la vita”. E in effetti anche a me la vita sembra talvolta più pesante e difficile della non-vita; quasi camminare in un terreno fangoso a cui devi strappare passo dopo passo. Fermarsi sembra più facile che proseguire. Quando provo sconforto e stanchezza per la vita, da una parte penso a come è facile – tu me l’hai insegnato – scavalcare un parapetto. Dall’altra penso: l’opzione A l’hai già scelta tu; a me tocca la B. E vado avanti.

Ogni tre-quattro anni sogno che ti sei solo fatto male, ma sei sopravvissuto. Ogni dieci-dodici anni riesco perfino ad abbracciarti. Vorrei farlo anche adesso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 21:30 
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@ Chiara
Visto? Ho imitato il tuo coraggio e l'ho staccato dal Muro. Prima pero` ho chiesto consiglio a Francesco che, come al solito, ha risolto non con una direttiva ma con una constatazione: "Se me lo chiedi vuol dire che va fatto, no?"

Pero` di coraggio ce n'e` voluto. E ce ne vorra` ancora di piu` per lavorarci come se fosse la fantasia del foruncolo. (Ma era una fantasia? O era QUESTO racconto che non voleva venire fuori e si nascondeva dietro all'assurdo?)

Non posso applicarmici prima di una decina di giorni, purtroppo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 0:25 
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non avevo dubbi che fossi tu. coraggio, ti aspettiamo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 9:07 
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Max ha scritto:
Ecco che arriva Natale. La mailbox si riempie di auguri, in televisione film melensi e buonismo a fiotti, e in mezzo quasi di nascosto, magari fra qualche giorno, si insinua una certezza statistica: l’aumento dei suicidi in periodo festivo.
E tu, caro mio fratello, lurido stronzo fottuto, sei parte della statistica.

Natale tanti, tanti anni fa. In licenza dopo il corso allievi ufficiali, eccoti a casa, più esaltato del solito (figuriamoci, paracadutista!), più estremo del solito, ma finalmente a casa, dopo sei mesi. Cosa sia successo quel giorno di Natale non lo so di preciso, anche se e` immaginabile. Doveva essere stata la buona occasione per mollarti; sei mesi senza vederti, leggere le tue lettere assurde (che lessi tanti anni dopo) dovevano aver convinto quella ragazza a tenerti lontano una buona volta.

Quella notte, nella nostra cameretta, sono stato l’ultimo a vederti vivo. Spenta la luce, sentii che ti eri alzato, capii che facevi qualcosa alla scrivania. Non sapevo che stessi scrivendo il tipico biglietto d’addio di un suicida.
Svegliarsi alle due di notte con i carabinieri alla porta non è bello per un ragazzino di dodici anni, credimi. Non capivo che cosa dicessero al babbo, ma ero così abituato all’idea che tu potessi aver combinato qualche guaio, che corsi al tuo letto per dirti Alberto, scappa! solo che il tuo letto era vuoto.

Com’e` vivida quella notte nella mia mente. Vivida ma confusa, distorta: le urla della mamma, la vicina che viene a consolarla, nostro padre che al telefono dice allo zio “È morto Alberto”. Poi non ho sentito più il resto della conversazione. Avrei saputo molto dopo del fazzoletto che ti eri ficcato in bocca e del volo dal balcone “rimbalzando sul tetto del cinema”, come meticolosamente riportarono i giornali.

Alle volte anch’io sono tentato di pensare che se mi buttassi sotto a un treno il mondo sparirebbe. Ma non è vero, brutto stronzo. Io sono rimasto, e quel tuo gesto è stato presente e ha condizionato tutta la mia vita. Ho vissuto nel confronto. Oh, quant’era [color=#0000BF]gentile la mamma quando diceva[/color] quanto eri migliore di me! Addirittura fino a dirmi che sarebbe stato meglio che fossi vissuto tu! Manco avessimo avuto una malattia.
E allora cerco di capire se ho vissuto per me stesso o se ho sempre vissuto in un confronto con te. Assimilandoti, come con lo judo, o distanziandomi: tu studente ribelle, irregolare, indisciplinato, io puntuale, pronto a prendermi 110 e lode al primo appello possibile. Tu artista nato, mano che disegnava da sola, io dedito al rigore scientifico.

Ogni tanto guardo una nostra foto in bianco e nero: in spiaggia, mi fai giocare con la sabbia. Con dieci anni di differenza mi sembravi un dio; si vede da come ti guardo.
Sono stati dodici anni della mia vita in cui eri parte integrante, solida della mia realtà. Poi quel gesto ha diviso per sempre i nostri mondi. Fratelli, ma io non ho sentito, come te, i bombardamenti; non ho avuto i soldati tedeschi in casa. Fratelli, ma tu non hai mai sentito i Beatles, non hai visto l’uomo sulla Luna, non hai mai toccato un computer.
Bellissimo

Il biglietto di addio era rivolto alla tua ex-ragazza e diceva “Non è colpa tua; è la vita, la vita”. E in effetti anche a me la vita sembra talvolta più pesante e difficile della non-vita; quasi camminare in un terreno fangoso a cui devi strappare passo dopo passo. Fermarsi sembra più facile che proseguire. Quando provo sconforto e stanchezza per la vita, da una parte penso a come è facile – tu me l’hai insegnato – scavalcare un parapetto. Dall’altra penso: l’opzione A l’hai già scelta tu; a me tocca la B. E vado avanti.

Ogni tre-quattro anni sogno che ti sei solo fatto male, ma sei sopravvissuto. Ogni dieci-dodici anni riesco perfino ad abbracciarti. Vorrei farlo anche adesso. Molto bello


In rosso scuro come al solito le mie annotazioni e correzioni.
In rosso chiaro invece i punti su cui ti invito a meditare, riflettere e scavare. Quello che vuoi dire risulta chiaro in quei pezzi ma non ti pare che possa essere detto meglio? Con meglio non intendo dire: in un italiano migliore o con uno stile migliore, ma in un modo più tuo. So che dato il contesto della narrazione, di cui conosco il risvolto reale, ti sto chiedendo di stare male. Ti faccio un esempio: ti ho segnato non-vita, quanto ti costa scrivere morte? Ha senso scrivere morte? È meglio non-vita? E poi le opzioni A e B sono il modo in cui te la racconti sommariamente. Ma cosa implicano più profondamente queste due opzioni?
Mi pare che la ferita sia profonda e che la tua medicina agisca in superficie. Hai voglia di affondare il bisturi e tirare fuori tutto il male? Inutile che ti dica che non è prevista anestesia.

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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 12:07 
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vorrei dirti qualcosa, ma sono solo commossa.

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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 13:02 
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"Pero` di coraggio ce n'e` voluto. E ce ne vorra` ancora di piu` per lavorarci come se fosse la fantasia del foruncolo. (Ma era una fantasia? O era QUESTO racconto che non voleva venire fuori e si nascondeva dietro all'assurdo?)"

Penso che tu abbia ragione Max: credo anche io che fosse questo che voleva venir fuori. Il tuo coraggio è davvero grande.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 15:06 
Ehi Max, Sylvia sono io...Ci rincorriamo più o meno anonimi sul muro di babele, e in questi incontri ci aiutiamo a venire allo scoperto: è l'arte della levatarice, la maieutica. Che non è l'arte d insegnare, è l'arte di aiutare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 18:33 
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14
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@ Tutte
Siete delle vere amiche. Sono pochissime le persone a cui ho parlato - quasi di sfuggita - di tutto questo. Con voi di fianco, mi mettero` addirittura a lavorarci.

Francesco, i tuoi punti rosso chiaro sono tante porte che non vedevo neanche. Ero venuto fuori da questo esercizio come da una seduta dal dentista, con la soddisfazione di essermi deciso e il piacere di non pensarci piu`; e nascosto da una mascherina semitrasparente, ma che mi dava un alibi. Invece ho fatto bene a portarlo qui, per elaborarlo con calma e serenita`. Grazie: non avrei proprio saputo da che parte cominciare. Solo qui, in questa tua, nostra bella casa posso provare a farlo.
Ti devo confessare, Francesco, che sono passato attraverso a sentimenti misti nei tuoi confronti; per esempio rabbia e perfino gelosia. Pero` devo dire che sei veramente un'anima grande e un insegnante eccezionale (e penso di poterlo dire con cognizione di causa :-)).


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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 18:41 
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( omissis ) perché con cognizione di causa?

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 Oggetto del messaggio: Re: Una volta di piu` e` Natale
 Nuovo messaggio Inviato: giovedì 7 gennaio 2010, 19:41 
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francesco tacconi ha scritto:
( omissis ) perché con cognizione di causa?


è il suo lavoro... :roll:
(ed è anche bravo, parecchio)

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