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IL PRANZO
"E adesso che tu e mamma avete comprato quella ridicola casona e mi ci avete messa dentro sei contento, mastichi con gusto, ti senti tanto il bravo fratello che ha accasato la sorella. Com'è il risotto? Come fai a ingurgitarlo così bollente?" "Smettila". "Sei incazzato? Ti dà fastidio che io mi ribelli?" "Chiunque sarebbe contento di vivere in una casa come quella, non ti va mai bene niente" "Quello che mi chiedo è questo: ti dà un piacere particolare imporre le cose alle persone? Soprattutto se sono donne? E non sospirare, che lo sai che mi dà un fastidio pazzesco!" "E' una casa bellissima, una casa di rappresentanza, con le porte blindate. Sei al sicuro lì. Ma non mangi? Stai giocando con la forchetta..." "L'altro giorno è entrato un uomo in questa casa fortezza" "Cosa?!" "In pieno pomeriggio. Ero seduta sul letto. leggevo. Ho sentito benissimo i passi arrivare dalla cucina e dirigersi in salotto". "Stai scherzando!" "Niente affatto. Aveva delle scarpe da uomo, non da ginnastica, i tacchi facevano rumore. Quell'uomo non si preoccupava affatto del silenzio". "E tu che hai fatto?" "Ho posato il libro e mi sono sdraiata con la faccia verso il muro, con gli occhi chiusi". "Ma non avevi paura? Mi sembri fredda". "No, non avevo paura, ero fredda e lucida. Non ho avuto paura nemmeno per un istante. Strano, vero?" "Hai rischiato grosso, non poteva che essere un criminale": "Comunque, a un certo punto è arrivato alla mia camera, ma non è entrato, è rimasto sulla soglia, a guardarmi". "Come fai a dire che ti guardava? Ragiona..." "Sentivo che mi guardava, la testa e il corpo, ha fatto scorrere il suo sguardo su di me più di una volta. Con tutte le mie forze avrei voluto girarmi e chiedergli cosa voleva da me". "E meno male che non l'hai fatto! Tu sei pazza. E poi?" "E' venuto verso di me e si è chinato sul mio viso, mi ha guardato gli occhi: le palpebre tremavano, avevo il respiro affannato. Non può non essersi accorto che ero sveglia... Era sicuramente vestito di scuro, con le scarpe nere...". "Ma che dici?" "Avrei voluto che mi toccasse, che mi accarezzasse il collo, avrei dato qualsiasi cosa". "Tu sei fuori, lasciatelo dire, tu c'hai le traveggole. E poi, da dove dovrebbe essere entrato questo fantomatico uomo?" "Dalla porta". "Ah, ecco mamma con l'arrosto". "Di cosa stavate parlando?" "Un uomo è entrato in casa di Mary mentre lei faceva finta di dormire. Ah ah attraverso le porte blindate!" "E' tutto vero, imbecille". "Mary cara, te lo sei sognato. E adesso passami il coltello".
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