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Indice » 12) IL CORAGGIO




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 Oggetto del messaggio: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: lunedì 4 gennaio 2010, 16:10 
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Lo so. Non è un bel gesto. Ma, vedi, ci ho pensato a lungo. Qualsiasi spiegazione ti avessi dato avrebbe preso un’altra forma parlandone con te di persona.
Il fatto è che non vedo alternativa. Scrivere mi riesce meglio. Sono più concentrata su ciò che voglio dire perché ho un contatto più sereno con i miei pensieri. Del resto sai che sono fortemente emotiva e che, se sollecitata, perdo il controllo. E poi accade che non so più cosa dico tanto che, pur volendo, dopo non ricordo neanche una parola di quello che ci siamo detti. Certo a questo punto se stessimo parlando diresti che questo è il motivo per cui non arriviamo mai a nessuna conclusione. Beh, in parte devo riconoscere che è vero ma io sento che c’è dell’altro. Credo che questo mio modo di essere ti dia sempre occasione di prevalere sui miei punti di vista. E la cosa certamente non ti dispiace. Non che tu lo faccia volontariamente -non sia mai mi autorizzassi a pensare che lo fai apposta perché in quel caso non potrei mai perdonarmi di esserti restata accanto per tutto questo tempo- ma certo il risultato è che si finisce sempre per litigare. Anzi qualcosa peggio del litigare, direi che si arriva sempre al punto in cui ci si recrimina a vicenda di non essere stati sufficientemente presenti al bisogno dell’altro, in quel particolare momento, in quella particolare occasione e così via fino ad elencarli tutti questi benedetti momenti che sono tantissimi perché in ventitre anni di convivenza sfido chiunque a dire che non ce ne siano stati. E allora ecco che ci tiriamo in faccia sempre le solite cose, gli stessi fatti che hanno sempre e solo due versioni, la tua e la mia. Insomma, non so più se serva a qualcosa che tu ed io parliamo. Ad essere sincera non ne ho più voglia. Mi costa fatica e non sono più quella di una volta. Nel senso che il fatto che io non sappia tenere il muso non significa che sia passato tutto. La mia voglia di chiarezza resta sempre insoddisfatta e tu non appena ti accorgi che la mia rabbia è scemata fai subito finta che non sia successo niente. Ho provato a cambiare il modo di porgerti le cose ma subito ti offendi. Non posso essere diretta e non esserlo nemmeno aiuta. Gli argomenti li conosci, e non so più come parlarne. Dovrei reinventarmi ancora. Ma ho ricominciato tante di quelle volte che ad un certo punto non sapevo più chi ero.
Inutile dire che sei in ritardo con le attenzioni che mi dedichi. Mi sa di patetico. Mi fa pensare che stai diventando vecchio e che tu abbia deciso che questa è per te la soluzione più comoda. Alla fine non so se ti amo. Non so quando ho smesso. Non lo ricordo. Dubito addirittura di averlo mai fatto. Forse hai ragione quando dici che non ti ho mai amato. Non cerco giustificazioni a questo, no. A questo punto sarebbe stupido. Sarebbe come discutere sul perché si è caduti nel pozzo ed affogarci dentro invece di cercare di uscirne fuori. Non hai avuto da me quello che volevi perché non ho mai capito cosa fosse. E mi ha fatto male. Mi ha fatto male non sentirmi necessaria, anzi insufficiente. E come un lottatore di sumo ho combattuto con tutta la mia massa, con poche calibrate mosse studiate per l’occasione. Calibrate, si. La perfezione in ogni cosa, l’estrema disponibilità e il tacito consenso. Cose che in breve tempo sono diventate la trappola dentro la quale mi sono dimenata fino a perdere le forze. E tu da fuori mi osservavi e trovavi ulteriori motivi per giudicarmi. Non è andata come doveva. Non ho saputo agire diversamente né tu mi hai indicato un modo alternativo a questo, preso com‘eri dalla tua posizione giudicante. Abbiamo colpa entrambi. E questa è una realtà imprescindibile. Ora se pensassi di amarti, deciderei che questo potrebbe essere un punto da cui partire per ricostruire qualcosa. Ma il fatto è che non ti amo. Lo so perché non mi costa nulla non fare sesso con te, così come invece mi costa fatica dover pensare a cose come il prepararti da mangiare. E non mi importa che le mie canzoni dovranno essere suonate in un altro modo da qualcun altro, né che l’organizzazione del nostro lavoro vada a puttane. Non mi importa di niente se non di me. Che ho voglia di vivere. Che ho voglia di amore. Che ho voglia di essere qualcosa per qualcuno. Che ho voglia di disperarmi per qualcosa che non posso avere. Che ho voglia di tutte queste cose prima che sia troppo tardi. Per questo la mia valigia è pronta. Ti lascio le chiavi di casa nel solito posto, nella ciotola che a me piace tanto. Non cercarmi perché io non ti cercherò. Non voglio nulla, neanche quello che mi spetterebbe avere. Perché solo così posso sentirmi libera di ricominciare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: lunedì 4 gennaio 2010, 22:05 
O cielo, livia, porca miseria, ma questa coltellata proprio così dritta e precisa, non me la aspettavo mica quando mi son messa a leggere la tua ultima fatica. Mi sembra di guardare una parte di me.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: lunedì 4 gennaio 2010, 22:14 
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cazzo! da copincollare e tenere buono per la prima occasione!

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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: martedì 5 gennaio 2010, 8:07 
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livia ha scritto:
Lo so. Non è un bel gesto. Ma, vedi, ci ho pensato a lungo. Qualsiasi spiegazione ti avessi dato avrebbe preso un’altra forma parlandone con te di persona.
Il fatto è che non vedo alternativa. Scrivere mi riesce meglio. Sono più concentrata su ciò che voglio dire perché ho un contatto più sereno con i miei pensieri. Del resto sai che sono fortemente emotiva e che, se sollecitata, perdo il controllo. E poi accade che non so più cosa dico tanto che, pur volendo, dopo non ricordo neanche una parola di quello che ci siamo detti. Certo a questo punto se stessimo parlando diresti che questo è il motivo per cui non arriviamo mai a nessuna conclusione. Beh, in parte devo riconoscere che è vero ma io sento che c’è dell’altro. Credo che questo mio modo di essere ti dia sempre occasione di prevalere sui miei punti di vista. E la cosa certamente non ti dispiace. Non che tu lo faccia volontariamente -non sia mai mi autorizzassi a pensare che lo fai apposta perché in quel caso non potrei mai perdonarmi di esserti restata accanto per tutto questo tempo- ma certo il risultato è che si finisce sempre per litigare. Anzi qualcosa peggio del litigare, direi che si arriva sempre al punto in cui ci si recrimina a vicenda di non essere stati sufficientemente presenti al bisogno dell’altro, in quel particolare momento, in quella particolare occasione e così via fino ad elencarli tutti questi benedetti momenti che sono tantissimi perché in ventitre anni di convivenza sfido chiunque a dire che non ce ne siano stati. E allora ecco che ci tiriamo in faccia sempre le solite cose, gli stessi fatti che hanno sempre e solo due versioni, la tua e la mia. Insomma, non so più se serva a qualcosa che tu ed io parliamo. Ad essere sincera non ne ho più voglia. Mi costa fatica e non sono più quella di una volta. Nel senso che il fatto che io non sappia tenere il muso non significa che sia passato tutto. La mia voglia di chiarezza resta sempre insoddisfatta e tu non appena ti accorgi che la mia rabbia è scemata fai subito finta che non sia successo niente. Ho provato a cambiare il modo di porgerti le cose ma subito ti offendi. Non posso essere diretta e non esserlo nemmeno aiuta. Gli argomenti li conosci, e non so più come parlarne. Dovrei reinventarmi ancora. Ma ho ricominciato tante di quelle volte che ad un certo punto non sapevo più chi ero.
Inutile dire che sei in ritardo con le attenzioni che mi dedichi. Mi sa di patetico. Mi fa pensare che stai diventando vecchio e che tu abbia deciso che questa è per te la soluzione più comoda. Alla fine non so se ti amo. Non so quando ho smesso. Non lo ricordo. Dubito addirittura di averlo mai fatto. Forse hai ragione quando dici che non ti ho mai amato. Non cerco giustificazioni a questo, no. A questo punto sarebbe stupido. Sarebbe come discutere sul perché si è caduti nel pozzo per affogarci dentro invece di cercare di uscirne fuori. Non hai avuto da me quello che volevi perché non ho mai capito cosa fosse. E mi ha fatto male. Mi ha fatto male non sentirmi necessaria, anzi insufficiente. E come un lottatore di sumo ho combattuto con tutta la mia massa, con poche calibrate mosse studiate per l’occasione. Calibrate, si. La perfezione in ogni cosa, l’estrema disponibilità e il tacito consenso. Cose che in breve tempo sono diventate la trappola dentro la quale mi sono dimenata fino a perdere le forze. E tu da fuori mi osservavi e trovavi ulteriori motivi per giudicarmi. Non è andata come doveva. Non ho saputo agire diversamente né tu mi hai indicato un modo alternativo a questo, preso com‘eri dalla tua posizione giudicante. Abbiamo colpa entrambi. E questa è una realtà imprescindibile. Ora se pensassi di amarti, deciderei che questo potrebbe essere un punto da cui partire per ricostruire qualcosa. Ma il fatto è che non ti amo. Lo so perché non mi costa nulla non fare sesso con te, così come invece mi costa fatica dover pensare a cose come il prepararti da mangiare. E non mi importa che le mie canzoni dovranno essere suonate in un altro modo da qualcun altro, né che l’organizzazione del nostro lavoro vada a puttane. Non mi importa di niente se non di me. Che ho voglia di vivere. Che ho voglia di amore. Che ho voglia di essere qualcosa per qualcuno. Che ho voglia di disperarmi per qualcosa che non posso avere. Che ho voglia di tutte queste cose prima che sia troppo tardi. Per questo la mia valigia è pronta. Ti lascio le chiavi di casa nel solito posto, nella ciotola che a me piace tanto. Non cercarmi perché io non ti cercherò. Non voglio nulla, neanche quello che mi spetterebbe avere. Perché solo così posso sentirmi libera di ricominciare.


Ho segnato in rosso due frasi che, poco chiare, scricchiolano. Ho aggiunto un per dove mi pareva fosse il caso. Per il resto sono molto colpito da questo pezzo. So che era stato pubblicato e poi tolto. Non avevo fatto in tempo a leggerlo. Non so se la versione sia la stessa, se tu la abbia modificata, o se tu ti sia spaventata di tanta cruda bellezza e lo abbia levato. Esitando quasi per pudore.
Ora
Vedi se vuoi risolvere quelle due righe che ti ho segnato. Non andare a sbatterci contro con artificio. Semplicemente non si capisce bene il loro senso mentre il resto è chiaro come il sole. Quindi se ti va rifalle semplicemente con la stessa costruzione semplice e chiara che pervade tutto il resto.

Non serve che ti dica che hai capito bene come si scrive e lo hai fatto col Goethe di Fatti e rifatti e adesso. Non pensare che saperlo sia una condizione che offre sconti e facilitazioni. Ma forse non serve che ti dica nemmeno questo. Ci sei caduta dopo i bei pezzi iniziali e hai lottato duramente contro i tuoi demoni. Quindi ora sai che la consapevolezza offre l'esatto contrario, non ci sono facilitazioni e il prezzo va sempre pagato per intero. Sta in questo la gioia e la purezza della scrittura. Da lì puoi vedere molto chiaramente tutta la merda che vendono al mercato e che la gente compera e mangia di gusto.

Un'ultima cosa detta a te e a tutti quelli che passeranno di qua:
Sto imparando molte cose da questo corso.
Grazie.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: martedì 5 gennaio 2010, 9:07 
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il pezzo è identico. mi ero spaventata, si. poi ho pensato che si trattatava di coraggio e impulsivamente come l'avevo tolto l'ho ripubblicato. E' stata una dura giornata ieri a causa di questo. Ho riletto e riletto tutto il percorso fatto finora per cercare di capire se davvero era cambiato qualcosa come io credevo. Non ho neanche risposto alle due care amiche perchè volevo prima sentire te. Grazie, Francesco grazie. Ieri sera pensavo a quando ho sentito per la prima volta l'impulso di scrivere. Non è stato dopo aver letto Goethe, nè Mann, nè Shakespeare, nè altri di cui mi ero riempita la testa fino a quel momento. Ho cominciato dopo aver letto te. E sono felice di questo. Grazie , grazie , grazie.

P.S.: si, farò attenzione. ci andrò cauta ma quelle due frasi le sistemo :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: martedì 5 gennaio 2010, 15:17 
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Lo so. Non è un bel gesto. Ma, vedi, ci ho pensato a lungo. Qualsiasi spiegazione ti avessi dato avrebbe preso un’altra forma parlandone con te di persona.
Il fatto è che non vedo alternativa. Scrivere mi riesce meglio. Sono più concentrata su ciò che voglio dire perché ho un contatto più sereno con i miei pensieri. Del resto sai che sono fortemente emotiva e che, se sollecitata, perdo il controllo. E poi accade che non so più cosa dico tanto che, pur volendo, dopo non ricordo neanche una parola di quello che ci siamo detti. Certo a questo punto se stessimo parlando diresti che questo è il motivo per cui non arriviamo mai a nessuna conclusione. Beh, in parte devo riconoscere che è vero ma io sento che c’è dell’altro. Credo che questo mio modo di essere ti dia sempre occasione di prevalere sui miei punti di vista. E la cosa certamente non ti dispiace. Non che tu lo faccia volontariamente -non sia mai mi autorizzassi a pensare che lo fai apposta perché in quel caso non potrei mai perdonarmi di esserti restata accanto per tutto questo tempo- ma certo il risultato è che si finisce sempre per litigare. Anzi qualcosa peggio del litigare, direi che si arriva sempre al punto in cui ci si recrimina a vicenda di non essere stati sufficientemente presenti al bisogno dell’altro, in quel particolare momento, in quella particolare occasione e così via fino ad elencarli tutti questi benedetti momenti che sono tantissimi perché in ventitre anni di convivenza sfido chiunque a dire che non ce ne siano stati. E allora ecco che ci tiriamo in faccia sempre le solite cose, gli stessi fatti che hanno sempre e solo due versioni, la tua e la mia. Insomma, non so più se serva a qualcosa che tu ed io parliamo. Ad essere sincera non ne ho più voglia. Mi costa fatica e non sono più quella di una volta. Nel senso che il fatto che io non sappia tenere il muso non significa che sia passato tutto. La mia voglia di chiarezza resta sempre insoddisfatta e tu non appena ti accorgi che la mia rabbia è scemata fai subito finta che non sia successo niente. Ho provato ad essere diretta ma ti nascondi dietro il sentirti offeso. E so che girarci intorno nemmeno aiuta. Gli argomenti li conosci, e non so più come parlarne. Dovrei reinventarmi ancora. Ma ho ricominciato tante di quelle volte che ad un certo punto non sapevo più chi ero.
Inutile dire che sei in ritardo con le attenzioni che mi dedichi. Mi sa di patetico. Mi fa pensare che stai diventando vecchio e che tu abbia deciso che questa è per te la soluzione più comoda. Alla fine non so se ti amo. Non so quando ho smesso. Non lo ricordo. Dubito addirittura di averlo mai fatto. Forse hai ragione quando dici che non ti ho mai amato. Non cerco giustificazioni a questo, no. A questo punto sarebbe stupido. Sarebbe come discutere sul perché si è caduti nel pozzo per affogarci dentro invece di cercare di uscirne fuori. Non hai avuto da me quello che volevi perché non ho mai capito cosa fosse. E mi ha fatto male. Mi ha fatto male non sentirmi necessaria, anzi insufficiente. E come un lottatore di sumo ho combattuto con tutta la mia massa, con poche calibrate mosse studiate per l’occasione. Calibrate, si. La perfezione in ogni cosa, l’estrema disponibilità e il tacito consenso. Cose che in breve tempo sono diventate la trappola dentro la quale mi sono dimenata fino a perdere le forze. E tu da fuori mi osservavi e trovavi ulteriori motivi per giudicarmi. Non è andata come doveva. Non ho saputo agire diversamente né tu mi hai indicato un modo alternativo a questo, preso com‘eri dalla tua posizione giudicante. Abbiamo colpa entrambi. E questa è una realtà imprescindibile. Ora se pensassi di amarti, deciderei che questo potrebbe essere un punto da cui partire per ricostruire qualcosa. Ma il fatto è che non ti amo. Lo so perché non mi costa nulla non fare sesso con te, così come invece mi costa fatica dover pensare a cose come il prepararti da mangiare. E non mi importa che le mie canzoni dovranno essere suonate in un altro modo da qualcun altro, né che l’organizzazione del nostro lavoro vada a puttane. Non mi importa di niente se non di me. Che ho voglia di vivere. Che ho voglia di amore. Che ho voglia di essere qualcosa per qualcuno. Che ho voglia di disperarmi per qualcosa che non posso avere. Che ho voglia di tutte queste cose prima che sia troppo tardi. Per questo la mia valigia è pronta. Ti lascio le chiavi di casa nel solito posto, nella ciotola che a me piace tanto. Non cercarmi perché io non ti cercherò. Non voglio nulla, neanche quello che mi spetterebbe avere. Perché solo così posso sentirmi libera di ricominciare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: martedì 5 gennaio 2010, 15:25 
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Altolà ti stai incartando! Guarda queste due:


Ho provato ad essere diretta ma poi tu fai l'offeso. E girarci intorno è solo una perdita di tempo.


Liscio e piano. L'ho fatto io perché con suggerimenti e allusioni ti sparavo nella ionosfera. Così invece è tutto a posto. Se ti va.

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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: martedì 5 gennaio 2010, 15:31 
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hai ragione. vanno benissimo. e me le prendo.;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 0:11 
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Livia mi piace come scrivi quello che scrivi e soprattutto mi piace come stai in questa cosa. Mi sta dando veramente molto. Grazie


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 14:19 
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grazie Daniela. A dire il vero a volte leggendo quello che pubblicate mi sento piccola piccola... ma poi mi dico che il bello sta proprio nel constatare che abbiamo tutti voci così diverse. Ho letto cosa hai risposto a Max e trovo che sia molto bello il modo in cui stai prendendo possesso della tua storia personale. Quella è tua e tua soltanto. A noi spetta solo poterla leggere prima o poi. Grazie per essere così attenta al lavoro di noi tutti. Io leggo tutti sempre ma sono restia a lasciare commenti perchè spesso ho la sensazione di non esserne all'altezza. E questo è il mio autodafè... :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 14:58 
Livia, per quanto mi riguarda ripeto che spesso i vostri commenti a quello che scrivo sono per me carburante che mi riaccende il motore. Senza il commento di max non credo che avrei ripreso in mano La partita.


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 15:20 
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Innanzi tutto grazie a te Livia per aver inaugurato il modulo del coraggio. Come vedi ha portato bene a molti di noi ;-) che siamo tornati a pubblicare :-)

"a volte leggendo quello che pubblicate mi sento piccola piccola... ma poi mi dico che il bello sta proprio nel constatare che abbiamo tutti voci così diverse" stessa sensazione, apprezzo le voci ma soprattutto non mi stancherò mai di ripeterlo, sono i vostri percorsi che mi entusiasmano e mi spingono tantissimo a implicarmi nella mia scrittura. Se qui fossero pubblicati pezzi "perfetti" nessuno di noi imparerebbe granché, anzi, forse non imparerebbe nulla.
"Ho letto cosa hai risposto a Max e trovo che sia molto bello il modo in cui stai prendendo possesso della tua storia personale" grazie :-)
"A noi spetta solo poterla leggere prima o poi" :) ma anche commentare spero ;)
"Grazie per essere così attenta al lavoro di noi tutti. Io leggo tutti sempre ma sono restia a lasciare commenti perchè spesso ho la sensazione di non esserne all'altezza. E questo è il mio autodafè.." Mi piace leggere quello che scrivete. Oggi il commento di Max mi ha aperto una voragine: mi sono dovuta frenare per non andare avanti per ore. Le sue parole mi hanno toccato una corda così sensibile, insomma si porta dietro tutta la mia vita. E ho sentito che dovevo parlare.
Per quanto riguarda il tuo sentirti all'altezza. A volte è una sensazione che provo anche io. Però per come lo dici mi fa venire in mente una tua forma di rispetto per il lavoro che stiamo facendo. I tuoi commenti per me sono sempre stati un corroborante prezioso. Guarda per dirla tutta, visto che oggi mi gira così, io li trovo molto all'altezza del cuore. Mi fanno bene in primo luogo lì :D

@Chiara non ti fermare!


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 17:56 
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Bellissimo, fa venir voglia di affrontare questo "problema", che un po' tutti viviamo (o abbiamo vissuto). Scorri liscia come l'olio e... con coraggio. Brava


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 18:17 
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@Chiara, Daniela: Spesso, come dire, perdo il giro... nel senso che prima di commentare il lavoro degli altri aspetto che Francesco risponda. Mi sembra sempre di contaminare il terreno di lavoro. Poi accade che magari quello che avrei voluto dire in prima battuta dopo non abbia più senso e così taccio. Che vuoi fare ... ho avuto un'educazione piuttosto tedesca ...
@Isa: grazie. Sapessi che voglia ne ho io... ahahahh ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Le chiavi - Livia
 Nuovo messaggio Inviato: mercoledì 6 gennaio 2010, 18:58 
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Iscritto il: domenica 1 novembre 2009, 9:41
Messaggi: 244
Località: roma
Sì lo avevo capito che per te è importante. Non so se sia il risultato di una educazione tedesca. Oggi penso di averne capito il senso.


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