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Max
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Oggetto del messaggio: Rapito Inviato: domenica 18 aprile 2010, 16:22 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Basta. È un anno che mi porto addosso questo peso, non ne posso più. Ho bisogno di dirlo a qualcuno. Mi è successa una cosa che per me è tremendamente seria, ma che se la dico diventa subito ridicola. Ecco, la dico: sono stato “rapito dagli alieni”; la scrivo così, fra virgolette, perché è una frase che mi dà fastidio; d’altra parte, non so come dirlo altrimenti.
Sono il Capitano Massimiliano Ricci, del 52º Artiglieria Pesante, qui a Brescia. Parlando di questa faccenda mi espongo parecchio. Troppo facile prendermi per pazzo, e nessuno vuole un ufficiale dell’Esercito pazzo. Oddio, a noi non tocca andare in Afghanistan o in Kosovo come i parà o anche come quei pagliacci dei bersaglieri, noi stiamo qui, coi nostri cannoni puntati verso il Nulla, una specie di Deserto dei Tartari. Però nessuno sarebbe contento di sapere che chi fa i calcoli di tiro al campo, sparando granate sopra alla testa della gente, è un visionario.
Ecco, visionario. Quante volte mi sono chiesto se quello che mi è successo è vero o è stata un’allucinazione. Andare da uno psichiatra? No, grazie. Non mi fido; come niente mi trovo senza idoneità. Proprio adesso che è tempo di promozioni; il Maggiore Galli passa Tenente Colonnello e va a comandare il Terzo Gruppo; io passo Maggiore e prendo il suo posto di Capo Centro Tiro. Senza idoneità psicofisica col cazzo che mi promuovono.
Ne ho parlato con un prete, invece. Sono entrato in una chiesa a caso, in borghese, e c’era un prete che confessava. Ho aspettato mezz’ora che una vecchietta si sfogasse, poi è toccato a me e gli ho spiattellato tutto. Quello è stato zitto qualche secondo, poi mi ha raccomandato di pregare; veramente me l’ha detto con tutto un giro di parole da prete, ma il succo era quello: pregare, pregare, pregare.
Sono anche andato a un paio di riunioni di "ufologi", ma lì non mi sono sognato di parlare della mia esperienza. E ho fatto bene. Già quando li avevo contattati su Internet c’era qualcosa che mi puzzava, ma poi alle riunioni vere e proprie ho visto che era solo una manica di cretini; pazzi alcuni, cretini tutti gli altri. Ce n’era un paio che dicevano di essere in contatto telepatico e tiravano fuori tante di quelle idiozie che mi meraviglio che gli altri li stessero ad ascoltare senza ridere. Il bello è che dicevano cose in contraddizione fra loro e nessuno faceva una piega. Figuriamoci, me ne sono stato zitto e sono andato via più frustrato e più solo di prima.
Sì, solo, perché la solitudine è la sensazione peggiore che ti senti addosso. Ci sarà pure qualcuno come me da qualche parte; vorrei incontrarlo, guardarlo negli occhi, abbracciarlo.
Chi mi ha ascoltato è stato il CICAP, quelli che smascherano i maghi, gli astrologi eccetera. Non è stato difficile ottenere un incontro con due di loro. Mi hanno dato appuntamento in un circolo, ci siamo messi in una saletta appartata, hanno subito acceso una videocamera. Perché una videocamera – ho chiesto – non basta un registratore? No, volevano filmare le mie espressioni. Va be’. Ho raccontato tutto. La cosa era successa il pomeriggio di un giorno in cui ero in licenza e in cui la mia affittacamere era fuori Brescia. Avevano scelto accuratamente; hanno perfino aspettato che dessi il mangime ai pesci, come ogni giorno, poi puff! mi sono ritrovato nel loro laboratorio. Io sono un tipo preciso: ho subito guardato l’orologio; l’avevo guardato prima di dar da mangiare ai pesci ed erano passati solo quattro minuti. L’omino non era verde, non aveva la testa grossa, niente roba da fantascienza. Forse era – lui sì - un’illusione, perché sembrava piuttosto un uomo di quei cartoni animati moderni, molto artificiale anche se realistico. Mi sono trovato spogliato e hanno fatto un sacco di esami tipo TAC, ma non così opprimenti. Niente sonde, niente punture, tutto molto tranquillo, in un’atmosfera azzurrina e un’aria fresca appena dolciastra. C’era anche musica: una selezione dei miei dischi preferiti. L’omino era sempre lì, gentile e rassicurante, ma senza parlare. Poi, dopo sette ore e mezzo puff! di nuovo in camera mia. Ah, in mezzo mi avevano fatto trovare un bagno umano e anche uno spuntino (senza aglio e cipolla, mi conoscono bene).
Ecco, ai due tizi del CICAP ho spiegato tutto questo, con dovizia di particolari, e loro ascoltavano, ascoltavano e pian piano cresceva nelle loro facce da culo un sorrisino di compatimento. E poi li vedevo, quando si scambiavano quelle occhiate. Quando ho finito hanno cominciato loro a far domande. Se ero ancora in contatto, se mi sentivo cambiato, se avevo ... acquisito superpoteri. Quando mi sono stufato e ho chiesto se erano lì per prendermi per il culo o cosa, loro hanno fatto la faccia offesa e il tono è diventato quello di un interrogatorio: come mi hanno trasportato? E io che cazzo ne so. Come fa a sapere che era un'astronave? Io infatti ho detto laboratorio, astronave lo dice lei. Che esami mi hanno fatto? Che domanda idiota. Che lingua parlavano? L'ho già detto: era uno e stava zitto. Da che sistema planetario provenivano? Ma se ho detto che stava zitto! Come fa a sapere che erano alieni? Mi dica lei che cazzo potevano essere. Insomma così: loro col loro atteggiamento di superiorità, io più frustrato di prima.
Questo è il mio unico, altro tentativo di sfogarmi. Certo, ci sarebbe Sara; è un'infermiera qua di Brescia; l'ho conosciuta quando si è fatto male un artigliere e adesso stiamo insieme. A lei vorrei, anzi forse dovrei dirlo. Ma ho paura. Paura che mi prenda per pazzo e mi pianti in asso. E io sono già abbastanza solo.
Lassù loro ci sono. Ci guardano. Ci conoscono. Mi hanno scelto per il mio essere una persona qualsiasi; diciamolo pure: per la mia mediocrità. E scegliendomi mi hanno reso eccezionale; non per i superpoteri che dicevano i due stronzetti del CICAP, ma proprio per l'esperienza che mi hanno regalato. Forse per questa eccezionalità non mi "rapiranno" più; e mi dispiace. È stato senz'altro il momento più importante della mia vita e io mi chiedo: avrei potuto fare qualcosa? dire, chiedere qualcosa? Forse; e non l'ho fatto. Vorrei che tornassero per poterlo fare.
Mio padre mi diceva che da quando aveva visto in televisione gli astronauti andare sulla Luna, di notte guardava la Luna in un modo diverso da prima; era diventato un "posto", diceva. Ecco, adesso per me è diverso guardare le stelle.
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francesco tacconi
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: lunedì 19 aprile 2010, 8:24 |
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Iscritto il: giovedì 22 ottobre 2009, 12:47 Messaggi: 394
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Max ha scritto: Basta. È un anno che mi porto addosso questo peso, non ne posso più. Ho bisogno di dirlo a qualcuno. Mi è successa una cosa che per me è tremendamente seria, ma che se la dico diventa subito ridicola. Ecco, la dico: sono stato “rapito dagli alieni”; la scrivo così, fra virgolette, perché è una frase che mi dà fastidio; d’altra parte, non so come dirlo altrimenti.
Sono il Capitano Massimiliano Ricci, del 52º Artiglieria Pesante, qui a Brescia. Parlando di questa faccenda mi espongo parecchio. Troppo facile prendermi per pazzo, e nessuno vuole un ufficiale dell’Esercito pazzo. Oddio, a noi non tocca andare in Afghanistan o in Kosovo come i parà o come quei pagliacci dei bersaglieri, noi stiamo qui, coi nostri cannoni puntati verso il Nulla. Però nessuno sarebbe contento di sapere che chi fa i calcoli di tiro al campo, sparando granate sopra alla testa della gente, è un visionario.
Ecco, visionario. Quante volte mi sono chiesto se quello che mi è successo è vero o è stata un’allucinazione. Andare da uno psichiatra? No, grazie. Non mi fido; come niente mi trovo senza idoneità. Proprio adesso che è tempo di promozioni; il Maggiore Galli passa Tenente Colonnello e va a comandare il Terzo Gruppo; io passo Maggiore e prendo il suo posto di Capo Centro Tiro. Senza idoneità psicofisica col cazzo che mi promuovono.
Ne ho parlato con un prete, invece. Sono entrato in una chiesa a caso, in borghese, e c’era un prete che confessava. Ho aspettato mezz’ora che una vecchietta si sfogasse, poi è toccato a me e gli ho spiattellato tutto. Quello è stato zitto qualche secondo, poi mi ha raccomandato di pregare; veramente me l’ha detto con tutto un giro di parole da prete, ma il succo era quello: pregare, pregare, pregare.
Sono anche andato a un paio di riunioni di "ufologi", ma lì non mi sono sognato di parlare della mia esperienza. E ho fatto bene. Già quando li avevo contattati su Internet c’era qualcosa che mi puzzava, ma poi alle riunioni vere e proprie ho visto che era solo una manica di cretini; pazzi alcuni, cretini tutti gli altri. Ce n’era un paio che dicevano di essere in contatto telepatico e tiravano fuori tante di quelle idiozie che mi meraviglio che gli altri li stessero ad ascoltare senza ridere. Il bello è che dicevano cose in contraddizione fra loro e nessuno faceva una piega. Figuriamoci, me ne sono stato zitto e sono andato via più frustrato e più solo di prima.
Sì, solo, perché la solitudine è la sensazione peggiore che ti senti addosso. Ci sarà pure qualcuno come me da qualche parte; vorrei incontrarlo, guardarlo negli occhi, abbracciarlo.
Chi mi ha ascoltato è stato il CICAP, quelli che smascherano i maghi, gli astrologi eccetera. Non è stato difficile ottenere un incontro con due di loro. Mi hanno dato appuntamento in un circolo, ci siamo messi in una saletta appartata, hanno subito acceso una videocamera. Perché una videocamera – ho chiesto – non basta un registratore? No, volevano filmare le mie espressioni. Va be’. Ho raccontato tutto. La cosa era successa il pomeriggio di un giorno in cui ero in licenza e in cui la mia affittacamere era fuori Brescia. Avevano scelto accuratamente; hanno perfino aspettato che dessi il mangime ai pesci, come ogni giorno, poi puff! mi sono ritrovato nel loro laboratorio. Io sono un tipo preciso: ho subito guardato l’orologio; l’avevo guardato prima di dar da mangiare ai pesci ed erano passati solo quattro minuti. L’omino non era verde, non aveva la testa grossa, niente roba da fantascienza. Forse era – lui sì - un’illusione, perché sembrava piuttosto un uomo di quei cartoni animati moderni, molto artificiale anche se realistico non si capisce come sia fatto. Mi sono trovato spogliato e hanno fatto un sacco di esami tipo TAC, ma non così opprimenti. Niente sonde, niente punture, tutto molto tranquillo, in un’atmosfera azzurrina e un’aria fresca appena dolciastra. C’era anche musica: una selezione dei miei dischi preferiti. L’omino era sempre lì, gentile e rassicurante, ma senza parlare. Poi, dopo sette ore e mezzo puff! di nuovo in camera mia. Ah, in mezzo mi avevano fatto trovare un bagno umano e anche uno spuntino (senza aglio e cipolla, mi conoscono bene).
Ecco, ai due tizi del CICAP ho spiegato tutto questo, con dovizia di particolari, e loro ascoltavano, ascoltavano e pian piano cresceva nelle loro facce da culo un sorrisino di compatimento. E poi li vedevo, quando si scambiavano quelle occhiate. Quando ho finito hanno cominciato loro a far domande. Se ero ancora in contatto, se mi sentivo cambiato, se avevo ... acquisito superpoteri. Quando mi sono stufato e ho chiesto se erano lì per prendermi per il culo o cosa, loro hanno fatto la faccia offesa e il tono è diventato quello di un interrogatorio: come mi hanno trasportato? E io che cazzo ne so. Come fa a sapere che era un'astronave? Io infatti ho detto laboratorio, astronave lo dice lei. Che esami mi hanno fatto? Che domanda idiota. Che lingua parlavano? L'ho già detto: era uno e stava zitto. Da che sistema planetario provenivano? Ma se ho detto che stava zitto! Come fa a sapere che erano alieni? Mi dica lei che cazzo potevano essere. Insomma così: loro col loro atteggiamento di superiorità, io più frustrato di prima.
Questo è il mio unico, altro tentativo di sfogarmi. Certo, ci sarebbe Sara; è un'infermiera qua di Brescia; l'ho conosciuta quando si è fatto male un artigliere e adesso stiamo insieme. A lei vorrei, anzi forse dovrei dirlo. Ma ho paura. Paura che mi prenda per pazzo e mi pianti in asso. E io sono già abbastanza solo.
Lassù loro ci sono. Ci guardano. Ci conoscono. Mi hanno scelto perché sono una persona qualsiasi; diciamolo pure: per la mia mediocrità. E scegliendomi mi hanno reso eccezionale; non per i superpoteri che dicevano i due stronzetti del CICAP, ma proprio per l'esperienza che mi hanno regalato. Forse per questa eccezionalità non mi "rapiranno" più; e mi dispiace. È stato senz'altro il momento più importante della mia vita e io mi chiedo: avrei potuto fare qualcosa? dire, chiedere qualcosa? Forse; e non l'ho fatto. Vorrei che tornassero per poterlo fare.
Mio padre mi diceva che da quando aveva visto in televisione gli astronauti andare sulla Luna, di notte guardava la Luna in un modo diverso da prima; era diventato un "posto", diceva. Ecco, adesso per me è diverso guardare le stelle. Ho tolto la citazione letteraria di Buzzati perché mi pare che non aggiunga niente e non importa a nessuno sapere che hai letto quel libro. Mezz'ora di confessione mi pare troppo. Non mi piace la confessione dal Cicap. Mi pare che il primo che non prende sul serio la cosa sia il protagonista. La narrazione ha tratti ironici e invece credo dovrebbero essere drammatici e poetici. Il protagonista ha un segreto inconfessabile e questo accresce la sua percezione del mondo. So qualcosa di segreti inconfessabili ed è meglio non confessarli e usare tutto il loro potere. Se ne hai qualcuno prova a vedere come funziona su di te, esamina i suoi meccanismi d'azione sulla realtà e applicali al racconto. Ne può uscire una bella cosa e mi pare che valga la pena lavorarci. La frase segnata in blu dà il senso di come potresti condurre la narrazione.
_________________ I love You, but I've chosen darkness
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: lunedì 19 aprile 2010, 11:07 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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francesco tacconi ha scritto: Ho tolto la citazione letteraria di Buzzati perché mi pare che non aggiunga niente e non importa a nessuno sapere che hai letto quel libro. Non era per fare il fighetto. Era la sensazione che avevo da militare... Comunque, se è quella l'impressione che dava, hai fatto bene a togliere. francesco tacconi ha scritto: Non mi piace la confessione dal Cicap. Accidenti; a me sembrava azzeccata. Troppo lunga? O proprio fuori linea? francesco tacconi ha scritto: Mi pare che il primo che non prende sul serio la cosa sia il protagonista. Ho fatto molto esercizio psicologico, come suggerivi. Trovandomi in famiglia, o nel mezzo a una spiegazione, o per strada a pensare "Ma io sono diverso, io ho conosciuto un alieno". Un casino boia. Lo so, me ne accorgo, purtroppo, di non essere sufficientemente convinto. francesco tacconi ha scritto: La narrazione ha tratti ironici e invece credo dovrebbero essere drammatici e poetici. Senz'altro! Questa volta non intendevo minimamente inserire tratti ironici. Temo che l'ironia sia una mia forma di difesa. francesco tacconi ha scritto: Il protagonista ha un segreto inconfessabile e questo accresce la sua percezione del mondo. So qualcosa di segreti inconfessabili ed è meglio non confessarli e usare tutto il loro potere. Se ne hai qualcuno prova a vedere come funziona su di te, esamina i suoi meccanismi d'azione sulla realtà e applicali al racconto. Ne può uscire una bella cosa e mi pare che valga la pena lavorarci. Grazie. Ci provo. Ma ho bisogno di molto tempo.
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francesco tacconi
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: lunedì 19 aprile 2010, 12:57 |
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Iscritto il: giovedì 22 ottobre 2009, 12:47 Messaggi: 394
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Prova a prenderti sul serio come fosse davvero vero. Se vai da quelli del Cicap poi lo sanno tutti credo, manca la riservatezza.
_________________ I love You, but I've chosen darkness
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: martedì 20 aprile 2010, 13:58 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Basta. È un anno che mi porto addosso questo peso, non ne posso più. Ho bisogno di dirlo a qualcuno. Mi è successa una cosa che per me è tremendamente seria, ma che se la dico diventa subito ridicola. Ecco, la dico: sono stato “rapito dagli alieni”; la scrivo così, fra virgolette, perché è una frase che mi dà fastidio; d’altra parte, non so come dirlo altrimenti.
Sono il Capitano Massimiliano Ricci, del 52º Artiglieria Pesante, qui a Brescia. Parlando di questa faccenda mi espongo parecchio. Troppo facile prendermi per pazzo, e nessuno vuole un ufficiale dell’Esercito pazzo. Oddio, a noi non tocca andare in Afghanistan o in Kosovo come i parà o anche come quei pagliacci dei bersaglieri, noi stiamo qui, coi nostri cannoni puntati verso il Nulla. Però nessuno sarebbe contento di sapere che chi fa i calcoli di tiro al campo, sparando granate sopra alla testa della gente, è un visionario.
Ecco, visionario. Quante volte mi sono chiesto se quello che mi è successo è vero o è stata un’allucinazione. Andare da uno psichiatra? No, grazie. Non mi fido; come niente mi trovo senza idoneità. Proprio adesso che è tempo di promozioni; il Maggiore Galli passa Tenente Colonnello e va a comandare il Terzo Gruppo; io passo Maggiore e prendo il suo posto di Capo Centro Tiro. Senza idoneità psicofisica col cazzo che mi promuovono.
Ne ho parlato con un prete, invece. Sono entrato in una chiesa a caso, in borghese, e c’era un prete che confessava. Ho aspettato che una vecchietta si sfogasse, poi è toccato a me e gli ho spiattellato tutto. Gli ho raccontato che la cosa era successa il pomeriggio di un giorno in cui ero in licenza e in cui la mia affittacamere era fuori Brescia. Avevano scelto accuratamente; hanno perfino aspettato che dessi il mangime ai pesci, come ogni giorno, poi puff! mi sono ritrovato nel loro laboratorio. Io sono un tipo preciso: ho subito guardato l’orologio; l’avevo guardato prima di dar da mangiare ai pesci ed erano passati solo quattro minuti. L’omino non era verde, non aveva la testa grossa, niente roba da fantascienza. Forse era – lui sì - un’illusione, perché sembrava piuttosto un uomo di quei cartoni animati moderni 3D, una specie di pupazzo molto artificiale anche se realistico. Mi sono trovato spogliato e hanno fatto un sacco di esami tipo TAC, ma non così opprimenti. Niente sonde, niente punture, tutto molto tranquillo, in un’atmosfera azzurrina e un’aria fresca appena dolciastra. C’era anche musica: una selezione dei miei dischi preferiti. L’omino era sempre lì, gentile e rassicurante, ma senza parlare. Poi, dopo sette ore e mezzo puff! di nuovo in camera mia. Ah, in mezzo mi avevano fatto trovare un bagno umano e anche uno spuntino (senza aglio e cipolla, mi conoscono bene).
Il prete è stato zitto qualche secondo, poi mi ha raccomandato di pregare; veramente me l’ha detto con tutto un giro di parole da prete, ma il succo era quello: pregare, pregare, pregare.
Sono anche andato a un paio di riunioni di "ufologi", ma lì non mi sono sognato di parlare della mia esperienza. E ho fatto bene. Già quando li avevo contattati su Internet c’era qualcosa che mi puzzava, ma poi alle riunioni vere e proprie ho visto che era solo una manica di cretini; pazzi alcuni, cretini tutti gli altri. Ce n’era un paio che dicevano di essere in contatto telepatico e tiravano fuori tante di quelle idiozie che mi meraviglio che gli altri li stessero ad ascoltare senza ridere. Il bello è che dicevano cose in contraddizione fra loro e nessuno faceva una piega. Figuriamoci, me ne sono stato zitto e sono andato via più frustrato e più solo di prima.
Sì, solo, perché la solitudine è la sensazione peggiore che ti senti addosso. Ci sarà pure qualcuno come me da qualche parte; vorrei incontrarlo, guardarlo negli occhi, abbracciarlo. Il momento peggiore è la sera; sì perché di giorno la routine militare mi distrae, ma la sera, a letto, mi chiedo se loro mi stanno ancora controllando; lo spero, anche se purtroppo credo di no. Poi non è vero: alle volte anche di giorno sono come colpito dal pensiero, in un flash, che tutto è così assurdo: i nostri cannoni, le nazioni, i politici, anche gli scienziati; tutto diventa grottesco se pensi che c'è qualcuno che ci osserva da fuori e che probabilmente ci può fare del bene o del male, e che magari da un momento all'altro ci dice Eccoci, ci cercavate e ci siamo davvero; scrivevate la fantascienza su di noi, ma noi siamo realtà. E da un momento all'altro il mondo sarà completamente diverso. Come è già diverso per me.
Avevo anche pensato di prendere contatto col CICAP, quelli di Piero Angela, che smascherano maghi e astrologi. Avevo sentito che facevano indagini serie su fenomeni paranormali e cose simili. Poi però su YouTube ho visto una loro intervista ad uno che sosteneva di prevedere il futuro; due stronzetti boriosi e ipocriti che, facendo finta di essere seri e professionali martoriavano il poveraccio e lo prendevano per il culo dal principio alla fine. No, non ci sto a farli divertire. Tanto poi, cosa potrei dire? Come potrei convincerli che è successo davvero? Non ho informazioni né tantomeno messaggi da comunicare. Solo che gli "alieni" ci sono. Che non è mica poco. Ma so che non mi crederebbero mai.
Questo è il mio unico, altro tentativo di sfogarmi. Certo, ci sarebbe Sara; è un'infermiera qua di Brescia; l'ho conosciuta quando si è fatto male un artigliere e adesso stiamo insieme. A lei vorrei, anzi forse dovrei dirlo. Non per vantarmi; per condividere questo peso, per farle sapere la cosa più importante del mondo; forse anche per farmi consolare. Ma ho paura. Paura che mi prenda per pazzo e mi pianti in asso. E io sono già abbastanza solo.
Lassù loro ci sono. Ci guardano. Ci conoscono. Mi hanno scelto per il mio essere una persona qualsiasi; diciamolo pure: per la mia mediocrità. E scegliendomi mi hanno reso eccezionale. Forse per questa eccezionalità non mi "rapiranno" più; e mi dispiace. È stato senz'altro il momento più importante della mia vita e io mi chiedo: avrei potuto fare qualcosa? dire, chiedere qualcosa? Forse; e non l'ho fatto. Vorrei che tornassero per poterlo fare.
Mio padre mi diceva che da quando aveva visto in televisione gli astronauti andare sulla Luna, di notte guardava la Luna in un modo diverso da prima; era diventato un "posto", diceva. Ecco, adesso per me è diverso guardare le stelle.
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: martedì 20 aprile 2010, 14:01 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Francesco, io non so mai, proprio mai prevedere quello che approverai e quello no. Anche se dopo mi risulta evidente.
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francesco tacconi
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: martedì 20 aprile 2010, 14:40 |
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Iscritto il: giovedì 22 ottobre 2009, 12:47 Messaggi: 394
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Max ha scritto: Basta. È un anno che mi porto addosso questo peso, non ne posso più. Ho bisogno di dirlo a qualcuno. Mi è successa una cosa che per me è tremendamente seria, ma che se la dico diventa subito ridicola. Ecco, la dico: sono stato “rapito dagli alieni”; la scrivo così, fra virgolette, perché è una frase che mi dà fastidio; d’altra parte, non so come dirlo altrimenti.
Sono il Capitano Massimiliano Ricci, del 52º Artiglieria Pesante, qui a Brescia. Parlando di questa faccenda mi espongo parecchio. Troppo facile prendermi per pazzo, e nessuno vuole un ufficiale dell’Esercito pazzo. Oddio, a noi non tocca andare in Afghanistan o in Kosovo come i parà o anche io lo avevo tolto e ora rispunta da dove? come quei pagliacci dei bersaglieri, noi stiamo qui, coi nostri cannoni puntati verso il Nulla. Però nessuno sarebbe contento di sapere che chi fa i calcoli di tiro al campo, sparando granate sopra alla testa della gente, è un visionario.
Ecco, visionario. Quante volte mi sono chiesto se quello che mi è successo è vero o è stata un’allucinazione. Andare da uno psichiatra? No, grazie. Non mi fido; come niente mi trovo senza idoneità. Proprio adesso che è tempo di promozioni; il Maggiore Galli passa Tenente Colonnello e va a comandare il Terzo Gruppo; io passo Maggiore e prendo il suo posto di Capo Centro Tiro. Senza idoneità psicofisica col cazzo che mi promuovono.
Ne ho parlato con un prete, invece. Sono entrato in una chiesa a caso, in borghese, e c’era un prete che confessava. Ho aspettato che una vecchietta si sfogasse, poi è toccato a me e gli ho spiattellato tutto. Gli ho raccontato che la cosa era successa il pomeriggio di un giorno in cui ero in licenza e in cui la mia affittacamere era fuori Brescia. Avevano scelto accuratamente; hanno perfino aspettato che dessi il mangime ai pesci, come ogni giorno, poi puff! mi sono ritrovato nel loro laboratorio. Io sono un tipo preciso: ho subito guardato l’orologio; l’avevo guardato prima di dar da mangiare ai pesci ed erano passati solo quattro minuti. L’omino non era verde, non aveva la testa grossa, niente roba da fantascienza. Forse era – lui sì - un’illusione, perché sembrava piuttosto un uomo di quei cartoni animati moderni 3D, una specie di pupazzo molto artificiale anche se realistico. In qualche modo queste due frasi si contraddicono, rendono tutto falso e non si capisce come fosse l'uomo, ho visto tutti i 3D da quando hanno cominciato a produrli, mi sai dire a chi assomiglia questo uomo? Buzz Lightyear, Shreck? Mi sono trovato spogliato e hanno fatto è uno o sono tanti? un sacco di esami tipo TAC, ma non così opprimenti La tac è opprimente? In che senso? . Niente sonde, niente punture, tutto molto tranquillo, in un’atmosfera azzurrina e un’aria fresca appena dolciastra. C’era anche musica: una selezione dei miei dischi preferiti. L’omino era sempre lì, gentile e rassicurante, ma senza parlare. Poi, dopo sette ore e mezzo puff! di nuovo in camera mia. Ah, in mezzo mi avevano fatto trovare un bagno umano cos'è un bagno umano e a cosa serve? e anche uno spuntino (senza aglio e cipolla, mi conoscono bene) uno spuntino di che tipo?.
Il prete è stato zitto qualche secondo, poi mi ha raccomandato di pregare; veramente me l’ha detto con tutto un giro di parole da prete come sono i giri di parole da prete?, ma il succo era quello: pregare, pregare, pregare.
Sono anche andato a un paio di riunioni di "ufologi", ma lì non mi sono sognato di parlare della mia esperienza. E ho fatto bene. Già quando li avevo contattati su Internet c’era qualcosa che mi puzzava, ma poi alle riunioni vere e proprie ho visto che era solo una manica di cretini; pazzi alcuni, cretini tutti gli altri. Ce n’era un paio che dicevano di essere in contatto telepatico devi dire con chi e tiravano fuori tante di quelle idiozie che mi meraviglio che gli altri li stessero ad ascoltare senza ridere. Il bello è che dicevano cose in contraddizione fra loro e nessuno faceva una piega. Figuriamoci, me ne sono stato zitto e sono andato via più frustrato e più solo di prima.
Sì, solo, perché la solitudine è la sensazione peggiore che ti senti addosso. Ci sarà pure qualcuno come me da qualche parte; vorrei incontrarlo, guardarlo negli occhi, abbracciarlo. Il momento peggiore è la sera; sì perché di giorno la routine militare mi distrae, ma la sera, a letto, mi chiedo se loro mi stanno ancora controllando; io lo spero, anche se purtroppo credo di no. Poi non è vero: alle volte anche di giorno sono come colpito dal pensiero, in un flash, che tutto è così assurdo: i nostri cannoni, le nazioni, i politici, anche gli scienziati; tutto diventa grottesco se pensi che c'è qualcuno che ci osserva da fuori e che probabilmente ci può fare del bene o del male, e che magari da un momento all'altro ci dice Eccoci, ci cercavate e ci siamo davvero; scrivevate la fantascienza su di noi, ma noi siamo realtà. E da un momento all'altro il mondo sarà completamente diverso. Come è già diverso per me. Non capisco. Perché se qualcuno ci osserva le cose diventano grottesche?
Avevo anche pensato di prendere contatto col CICAP, quelli di Piero Angela il Cicap non è di Piero Angela, che smascherano maghi e astrologi. Avevo sentito che facevano indagini serie su fenomeni paranormali e cose simili. Poi però su YouTube ho visto una loro intervista ad uno che sosteneva di prevedere il futuro; due stronzetti boriosi e ipocriti che, facendo finta di essere seri e professionali martoriavano il poveraccio e lo prendevano per il culo dal principio alla fine. No, non ci sto a farli divertire. In cosa differisce la persona che prevede il futuro dagli ufologi? Tanto poi, cosa potrei dire? Come potrei convincerli che è successo davvero? Non ho informazioni né tantomeno messaggi da comunicare. Solo che gli "alieni" ci sono. Che non è mica poco. In che senso? Ma so che non mi crederebbero mai.
Questo è il mio unico, altro tentativo di sfogarmi. Certo, ci sarebbe Sara; è un'infermiera qua di Brescia; l'ho conosciuta quando si è fatto male un artigliere e adesso stiamo insieme. A lei vorrei, anzi forse dovrei dirlo. Non per vantarmi; per condividere questo peso, per farle sapere la cosa più importante del mondo l'esistenza degli alieni è la cosa più importante del mondo? ; forse anche per farmi consolare Perché consolare? . Ma ho paura. Paura che mi prenda per pazzo e mi pianti in asso. E io sono già abbastanza solo.
Lassù loro ci sono. Ci guardano. Ci conoscono. Mi hanno scelto per il mio essere anche questo lo avevo già corretto e rispunta una persona qualsiasi; diciamolo pure: per la mia mediocrità. E scegliendomi mi hanno reso eccezionale. Forse per questa eccezionalità non mi "rapiranno" più; e mi dispiace. È stato senz'altro il momento più importante della mia vita e io mi chiedo: avrei potuto fare qualcosa? dire, chiedere qualcosa? Forse; e non l'ho fatto. Vorrei che tornassero per poterlo fare. Non capisco queste congetture. Mediocre e eccezionale per cosa? Momento più importante della sua vita per quali conseguenze?
Mio padre mi diceva che da quando aveva visto in televisione gli astronauti andare sulla Luna, di notte guardava la Luna in un modo diverso da prima; era diventato un "posto", diceva. Ecco, adesso per me è diverso guardare le stelle. Il racconto mi pare debole. Non succede niente di rilevante o di diverso da quanto chiunque possa sapere o immaginare. Ho segnato i passaggi in modo più specifico, ma se non trovi qualcosa di speciale il racconto rimane a terra. Il protagonista parla di solitudine, ma ha addirittura una donna. La storia non è più interessante di una qualsiasi risonanza magnetica fatta in ospedale. Metti che a una persona con la risonanza trovano un meteorite in un rene. Già sarebbe più interessante. Se hai domande da fare o perplessità scrivile così vediamo come andare avanti.
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: martedì 20 aprile 2010, 16:47 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Hai perfettamente ragione. Volevo prendermi tempo e invece ho fatto una cosa affrettata, compresa la mancata correzione di diversi punti (scusami, per questo). Merda, faccio così anche a ju-jitsu, e il maestro deve dirmi di fare piano, ma fare bene...
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: giovedì 6 maggio 2010, 10:59 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Basta. È un anno che mi porto addosso questo peso, non ne posso più. Ho bisogno di dirlo a qualcuno. Mi è successa una cosa che per me è tremendamente seria, ma che se la dico diventa subito ridicola. Ecco, la dico: sono stato “rapito dagli alieni”; la scrivo così, fra virgolette, perché è una frase che mi dà fastidio; d’altra parte, non so come dirlo altrimenti.
Sono il Capitano Massimiliano Ricci, del 52º Artiglieria Pesante, qui a Brescia. Parlando di questa faccenda mi espongo parecchio. Troppo facile prendermi per pazzo, e nessuno vuole un ufficiale dell’Esercito pazzo. Oddio, a noi non tocca andare in Afghanistan o in Kosovo come i parà o come quei pagliacci dei bersaglieri, noi stiamo qui, coi nostri cannoni puntati verso il Nulla. Però nessuno sarebbe contento di sapere che chi fa i calcoli di tiro al campo, sparando granate sopra alla testa della gente, è un visionario.
Ecco, visionario; chi non lo penserebbe subito? Ma me lo sono chiesto anch’io se quello che mi è successo è vero o è stata un’allucinazione. Andare da uno psichiatra? No, grazie. Non mi fido; come niente mi trovo senza idoneità. Proprio adesso che è tempo di promozioni; il Maggiore Galli passa Tenente Colonnello e va a comandare il Terzo Gruppo; io passo Maggiore e prendo il suo posto di Capo Centro Tiro. Senza idoneità psicofisica col cazzo che mi promuovono.
Ne ho parlato con un prete, invece. Sono entrato in una chiesa a caso, in borghese, e c’era un prete che confessava. Ho aspettato che una vecchietta si sfogasse, poi è toccato a me e gli ho spiattellato tutto. Gli ho raccontato che la cosa era successa il pomeriggio di un giorno in cui ero in licenza e in cui la mia affittacamere era fuori Brescia. Avevano scelto accuratamente; hanno perfino aspettato che dessi il mangime ai pesci, come ogni giorno, poi puff! mi sono ritrovato nel loro laboratorio. Io sono un tipo preciso: ho subito guardato l’orologio; l’avevo guardato prima di dar da mangiare ai pesci ed erano passati solo quattro minuti. Il posto era ampio, soffitto alto; visibile c’era un solo personaggio, chiaramente artificiale, tipo gli umani di Toy Story o gli “assistenti” degli help desk; non parlava, mi indicava a gesti quello che dovevo fare, dove dovevo andare. Non so bene come, mi sono trovato spogliato; l’assistente mi ha fatto fare un sacco di esami tipo TAC, ma non così opprimenti, niente claustrofobia. Niente sonde, niente punture, tutto molto tranquillo, in un’atmosfera azzurrina e un’aria fresca appena dolciastra. C’era anche musica: una selezione dei miei dischi preferiti. Poi, dopo sette ore e mezzo puff! di nuovo in camera mia. Ah, in mezzo mi avevano fatto trovare un bagno chiaramente copiato da quello che ho in casa e anche uno spuntino: qualche fetta di arrosto senza aglio e cipolla, mi conoscono bene.
Quando ho finito il mio racconto, il prete è stato zitto qualche secondo, poi mi ha raccomandato di pregare; veramente me l’ha detto con tutto un giro di parole da prete, senza entrare nel merito della faccenda, senza dare un giudizio diretto, ma il succo era quello: pregare, pregare, pregare; come dire: tu sei matto come un cavallo, ma sono cazzi tuoi.
Sono anche andato a un paio di riunioni di "ufologi", ma lì non mi sono sognato di parlare della mia esperienza. E ho fatto bene. Già quando li avevo contattati su Internet c’era qualcosa che mi puzzava, ma poi alle riunioni vere e proprie ho visto che era solo una manica di cretini; pazzi alcuni, cretini tutti gli altri. Ce n’era un paio che dicevano di essere in contatto telepatico con gli abitanti di non so che pianeta, e tiravano fuori tante di quelle idiozie che mi meraviglio che gli altri li stessero ad ascoltare senza ridere. Il bello è che dicevano cose in contraddizione fra loro e nessuno faceva una piega. Figuriamoci, me ne sono stato zitto e sono andato via più frustrato e più solo di prima.
Sì, solo, perché la solitudine è la sensazione peggiore che ti senti addosso. Ci sarà pure qualcuno come me da qualche parte; vorrei incontrarlo, guardarlo negli occhi, abbracciarlo. Non è che non abbia amici; anzi, ho anche una fidanzata; ma il mio segreto ci divide, mi fa sentire diverso, lontano. Il momento peggiore è la sera; sì perché di giorno la routine militare mi distrae, ma la sera, a letto, mi chiedo se loro mi stanno ancora controllando; lo spero, anche se purtroppo credo di no. Poi non è vero: alle volte anche di giorno sono come colpito dal pensiero, in un flash, che tutto è così assurdo: i nostri cannoni, le nazioni, i politici, anche gli scienziati; tutto assume un altro aspetto, un’altra importanza se pensi che c'è qualcuno che ci osserva da fuori e che probabilmente ci può fare del bene o del male, e che magari da un momento all'altro ci dice Eccoci, ci cercavate e ci siamo davvero; scrivevate la fantascienza su di noi, ma noi siamo realtà. E da un momento all'altro il mondo sarà completamente diverso. Come è già diverso per me.
Avevo anche pensato di prendere contatto col CICAP, quelli che smascherano maghi e astrologi. Avevo sentito che facevano indagini serie su fenomeni paranormali ma anche sugli UFO e i cerchi nel grano. Poi però su YouTube ho visto una loro intervista ad uno che sosteneva di prevedere il futuro; due stronzetti boriosi e ipocriti che, facendo finta di essere seri e professionali martoriavano il poveraccio e lo prendevano per il culo dal principio alla fine. E’ facile immaginare che farebbero altrettanto con me; ma io no, non ci sto a farli divertire. Tanto poi, cosa potrei dire? Come potrei convincerli che è successo davvero? Non ho informazioni né tantomeno messaggi da comunicare. Solo che gli "alieni" ci sono. Ma so che non mi crederebbero mai.
Questo è il mio unico, altro tentativo di sfogarmi. Certo, ci sarebbe Sara; è un'infermiera qua di Brescia; l'ho conosciuta quando si è fatto male un artigliere e adesso stiamo insieme. A lei vorrei, anzi forse dovrei dirlo. Non per vantarmi; per condividere questo peso, per farle sapere la notizia più strabiliante del mondo; forse anche per farmi consolare. Ma ho paura. Paura che mi prenda per pazzo e mi pianti in asso. E io sono già abbastanza solo.
Lassù loro ci sono. Ci guardano. Ci conoscono. Probabilmente, se si regolano come nei nostri sondaggi statistici, mi hanno scelto perché sono una persona qualsiasi. E scegliendomi mi hanno reso eccezionale, diverso dagli altri proprio per questa esperienza. Forse per questa eccezionalità non mi "rapiranno" più; e mi dispiace. È stato senz'altro il momento culminante della mia vita e io mi chiedo: avrei potuto fare qualcosa? dire, chiedere qualcosa? Forse; e non l'ho fatto. Vorrei che tornassero per poterlo fare.
Mio padre mi diceva che da quando aveva visto in televisione gli astronauti andare sulla Luna, di notte guardava la Luna in un modo diverso da prima; era diventato un "posto", diceva. Ecco, adesso per me è diverso guardare le stelle.
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: giovedì 6 maggio 2010, 11:01 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Francesco, ho postato questo solo per la paranoia di non lasciare le cose in sospeso. Mi sono limitato a mettere cerotti nei punti indicati da te. Sono ben conscio che non è cambiata la qualità o l'interesse del pezzo. Pazienza.
Bene, basta così. Grazie di tutto.
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francesco tacconi
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: giovedì 6 maggio 2010, 11:13 |
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| Site Admin |
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Iscritto il: giovedì 22 ottobre 2009, 12:47 Messaggi: 394
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Max che dirti se non quel che ha detto Hemingway: è meglio parlare di cose che si conoscono bene. Ciao
PS. Le cose si possono anche lasciare in sospeso e incompiute (vedi La sedia)
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: giovedì 6 maggio 2010, 12:22 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Purtroppo questo peggiora la faccenda perché da molti anni, come membro del CICAP, seguo questo genere di cose e credo di conoscerle... Ah, non per nulla ho parlato di paranoia di non lasciare cose in sospeso. 
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francesco tacconi
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: giovedì 6 maggio 2010, 13:10 |
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| Site Admin |
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Iscritto il: giovedì 22 ottobre 2009, 12:47 Messaggi: 394
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Non capisco proprio. Ho riletto diverse volte per tentare di trovare un nesso ma mi sfugge completamente. Quali sono le competenze di un membro del cicap per scrivere un racconto come il tuo???
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Max
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: giovedì 6 maggio 2010, 19:14 |
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Iscritto il: domenica 22 novembre 2009, 14:14 Messaggi: 183
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Be', il CICAP conduce spesso studi sui pretesi contatti con gli alieni; perciò nel tempo mi sono documentato abbastanza. Certo, la documentazione era di parte, ma alle volte ci sono stati anche interventi di ufologi ospitati dalla rivista sociale. La domanda a cui cercavo di rispondere scrivendo era: e se ad almeno una di queste persone fosse successo veramente, come si sentirebbe? Può anche darsi che in realtà il mio subconscio cercasse di comunicare sotto metafora qualche altro senso di isolamento: sessuale? intellettuale? Noi matematici ci sentiamo in effetti portatori incompresi di meravigliosi segreti. Inizialmente avevo pensato di rendere protagonista un impiegato di banca, ma poi mi sono convinto che non ne sapevo abbastanza della vita di banca per risultare convincente: la mia buona volontà ce l'avevo messa tutta, vedi?  Francesco, anche se non ho imparato a scrivere come avrei voluto, qua ho imparato moltissimo. Nel mio mestiere sono bravo, ho delle riprove oggettive (per esempio il questionario compilato dagli studenti); evidentemente la motivazione e la competenza mi danno una marcia in più nell'esprimermi. Però sono sicuro che l'esperienza in questa scuola mi abbia aiutato potentemente anche lì. Lo saprò in autunno, con il corso "grosso" (adesso ho due corsi con pochissimi studenti). In realtà ho un po' il timore che, se rileggo i miei articoli divulgativi, ci possa trovare la stessa rigidità che qua è stata messa in luce così bene 
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francesco tacconi
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Oggetto del messaggio: Re: Rapito Inviato: giovedì 6 maggio 2010, 20:24 |
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| Site Admin |
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Iscritto il: giovedì 22 ottobre 2009, 12:47 Messaggi: 394
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Max ha scritto: La domanda a cui cercavo di rispondere scrivendo era: e se ad almeno una di queste persone fosse successo veramente, come si sentirebbe?
Quindi: è meglio parlare di cose che si conoscono bene.
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