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Proviamo così, Sara. Forse se scrivo a te riesco a non essere né retorico né enfatico. Solo che tu sai già benissimo quello che posso dirti e questo un po' m'inibisce. Parliamo, dunque, di quel pomeriggio; di perché io potessi essere geloso di un amico e non di un amante superdotato. Parliamo di perché in tre e non in due.
Non credo si possa capire il mio atteggiamento se non si parte da come ti vedo normalmente. Io ti stimo tanto quanto ti desidero; e anzi le due cose sono legate e si alimentano a vicenda. Ti vedo ammirata e corteggiata da tanti uomini (e non solo...) e, anche dopo tanti mesi, non riesco a capire come mai io, proprio io abbia potuto diventare il tuo amante. Sì, IL tuo amante; era chiaro, quando sei andata con Marco la prima volta, che il piano era diverso; infatti il problema, con lui, è che non ha capito che quello era un episodio in un'amicizia. La nostra, mia e tua, è un'altra cosa. Sopportare, accettare che tu faccia l'amore con un altro? L'ho accettato fin dall'inizio ma mi è sempre più difficile. Lo sai che valuto come bene supremo il fatto che tu ti senta libera: credo che sia il nostro maggiore legame. Tuttavia devo dirti che ho bisogno di sentirti almeno un po' tutta per me; ho bisogno che TU ti regali a me, tutta.
Poi certo, c'è il desiderio: una sensazione che ci supera, s'impone su di noi. Quando siamo lontani ho sete della tua presenza; e voglio che anche tu la senta forte, la mia mancanza. Voglio che tu la senta nel profondo della figa. Voglio che tu senta male fisico, come lo sento io. Ti amo in modo esagerato.
Guarda, non mi è passata del tutto la smania dei primi giorni, quando facevo di tutto per attirare la tua attenzione; e tu a dirmi che l'attenzione ce l'avevo già. Senso d'inferiorità? Sì, lo confesso; e anche adesso non è passato. Inferiore a Marco, inferiore al tuo ambiente, inferiore a te. Pensarti con lui, a parlare di cose che probabilmente non conosco, mi fa sentire escluso dal tuo mondo; e invece è quello che vorrei possedere in modo totalizzante: il tuo mondo, i tuoi pensieri; non mi basta che tu mi dica che ho invaso i tuoi sentimenti. A letto con Giulio non sono escluso; anzi! Sono partecipe, in tanti modi; lui a questo ci tiene, è un ingrediente del suo piacere come del nostro. Il fatto che lui sia così dotato, con quel meraviglioso grosso cazzo, non mi umilia: mi eccita.
Ecco, allora: perché in tre? Se dovessi spiegarlo a qualcun altro userei questa metafora: mi piace parlare con te; abbiamo passato ore bellissime (poche e frammentate) a parlare di qualsiasi cosa. Non potrei più fare a meno di quelle insalate mangiate discutendo: sono i momenti in cui ci sondiamo, ci conosciamo intimamente. Poi però mi piace anche quando parliamo con gli altri; è meraviglioso intrecciare quello che dici tu e quello che dico io; notare come siamo coppia: sia quando siamo d'accordo sia quando abbiamo opinioni diverse. Sono convinto che gli altri ci scoprano più facilmente quando parliamo, insieme, con loro, piuttosto che quando ci prendiamo furtivamente per mano sotto al tavolo.
Così è con il sesso. Mai rinuncerei ai nostri pomeriggi in due. "Stuprarti" dopo un allontanamento, oppure stare dentro di te dolcemente, teneramente; sognare che il nostro orgasmo ci dia un figlio. O anche semplicemente stare abbracciati nudi, a sentire la pelle, a sentire l'odore, liberando quella molla compressa del doverci "comportare per bene" in mezzo alla gente.
Con gli altri? Be', ci sono tanti modi. Ricordi quella coppia? Gentile, sì, anche simpatica. Ma poi, quel banale scambio insignificante ci ha lasciato un po' delusi. Non è questione di collezionare cazzi e fighe. Una cosa su cui siamo d'accordo è che il sesso è un modo di conoscersi. È interessante, è bello conoscere le persone. Su questo pianeta sembra sia negata una conoscenza che tutti e due riteniamo importante: quella sessuale. E tutti e due abbiamo deciso di concedercela; insieme. Ecco, questa parola è importante: insieme. Ho voglia di sedurre una donna, di passare dalle frasi cortesi a un bacio, alla nudità, al sesso. E ho voglia di farlo insieme a te. Nello stesso modo ho goduto con te, quasi dentro di te l'emozione di conoscere Giulio e di portarlo dalla sua timida, elegante maniera di porsi fino ad ogni immaginabile pratica sessuale. La tua mano che mi stringe mentre godi con lui dentro è più eloquente di qualunque poesia. Il gioco a due lingue sul suo cazzo, guardandoci, sorridendo, rubandogli un istante per baciarci noi due: che momento meraviglioso, che gioia intensa, che intesa, che complicità profonda. Non giudicarti e non sentirmi giudicato, senza ruoli, senza etichette: per te non ero frocio neanche con un cazzo in bocca; per me non eri troia neanche con due uomini dentro; per Giulio, ne sono sicuro, non ero cornuto neanche mentre lui ti scopava davanti a me. Questa libertà immensa, totale, questo senso di poter fare, tentare qualsiasi cosa, come avremmo potuto provarli altrimenti?
Certo, ci vuole la persona giusta. Il web è pieno di maschi che credono di dover sostituire un amante impotente; magari poi alle volte è proprio vero, non so. Oppure credono di essere furbi e di poter approfittare dell'idiozia di lui per farsi una scopata con lei. Giulio no, Giulio è un amico sensibile, un amante attento; lui fa l'amore con noi come coppia (fra l'altro di donne singole penso possa averne quando e come vuole); Giulio mi vuole non solo vicino, ma partecipe. Il mio piacere aumenta il suo e viceversa. Non vuole sostituirsi, non vuole prevalere. È schivo e laconico, ma con noi parla volentieri.
La gelosia non manca: quando dici il suo nome godendo, provo una fitta; ma è parte del gioco, è come il bruciore di un liquore, è l'altra faccia del piacere. Ma poi mi sento fuso in te, quel cazzo me lo sento nella mia figa, quelle tette che lui palpa sono le mie. Aspetto, ho voglia di trovare la donna giusta per farti sentire il piacere di essere avvinghiato dalle sue gambe, di farla gemere entrando nel suo corpo col mio cazzo.
Ultima modifica di Steppenwolf il domenica 21 marzo 2010, 16:37, modificato 1 volta in totale.
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